Osteria della Scioa

L'Osteria della Scioa è un piccolo ristorante caratteristico ed accogliente situato nel centro storico di Pelago,
piccolo borgo medioevale, a soli venti chilometri da Firenze.

La pasta è fatta in casa come i prelibati dessert e non mancano piatti esclusivamente vegetariani.

mercoledì 14 marzo 2012

La ricetta del mese

 
GNOCCHETTI DI PATATE con burro, salvia e pecorino di fossa

Ingredienti:

Patate Kg. 1
Uova 3
Parmigiano grattugiato gr. 50
Farina gr. 250
Sale e noce moscata q.b.

Per condire:

Burro, salvia e pecorino di fossa

Preparazione:

Lessare le patate con la buccia, scolarle e pelarle. Passarle ad un passaverdura a fori piccoli e farle raffreddare sulla spianatoia.
Unire i tuorli delle uova, il sale, la noce moscata, il parmigiano ed impastare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Far riposare il composto coperto.
Formare dei cordoni con l'impasto preparato, tagliare gli gnocchi e cuocerli in abbondante acqua salata.
Appena vengono a galla scolarli e condirli col burro fuso, la salvia e abbondante pecorino di fossa grattugiato grosso.

sabato 3 marzo 2012

Festa delle donne

La sera dell'8 marzo proponiamo una cena accompagnata da: brani, pensieri e parole dedicati alle donne, scelti e interpretati dai commensali.
Per l'occasione proponiamo il seguente menù: 
Piccolo antipasto della Sciòa
Gelatina di pomodoro
Salsiccia di cinghiale
Crescione romagnolo
Primo piatto
Gnocchetti, burro, salvia e pecorino di fossa
Secondi
Prosciutto di maiale al latte
Coniglio al tegame
con contorni
Dessert
Assaggi di biscotti e dolcetti della Sciòa
con Vinsanto Frescobaldi
Vino e acqua
. 25,00 tutto compreso
E' prevista un'alternativa vegetariana per coloro che ne faranno richiesta

venerdì 3 febbraio 2012

Riapertura per il 14 febbraio, festa di S. Valentino

Anche quest'anno riapriremo il ristorante martedì 14 febbraio per la cena di S. Valentino.
Abbiamo trascorso parte delle ferie ad Entreves, in Valle d'Aosta, passeggiando sulla neve per svariati chilometri, lungo la pista della Val Ferrè e fermandoci nei rifugi e negli chalet a gustare la polenta concia o in una delle preparazioni tipiche della montagna.
Dai nostri viaggi portiamo spesso dei souvenir mangarecci e per la cena di  S. Valentino vi proponiamo un antipasto tipicamente Valdostano: "fonduta", con una piccola variante,  e "mocetta".



Ed eccovi a seguire il menù completo. Per prenotare potete contattarci a partire da martedì 7 febbraio al numero della Sciòa (055 832 60 62), a cui avremo applicato il trasferimento di chiamata:




MENU’ PER S. VALENTINO 2012


Antipasto

Fonduta alle zucchine
Mocetta e lardo della Valle d' Aosta 


Primi Piatti

Crema di zucca
Tortelli di patate al guanciale


Secondi

Arista di maiale in agrodolce
Bocconcini di capriolo con purè di patate


Tris di Dolci

Panna cotta della casa
Torta al cioccolato
Strudel alle mele


Vino: Chianti Rufina Basciano
Col dessert: Muffato


35.00 tutto compreso


sabato 31 dicembre 2011

Stiamo per andare in ferie....

Dal 2 di gennaio saremo in ferie, riapriremo il 14 gennaio, festa di San Valentino, per la cena.  
Una settimana prima della data indicata pubblicherò il menù per la serata, intanto eccovi la foto di alcuni piatti del pranzo di Natale.

L'antipasto.....












I cappelletti...














Le lasagne....

















L'arista di maiale con uva e mele caramellate...












...e i dolci.

mercoledì 7 dicembre 2011

Il menù per Natale

Ecco il menù per il pranzo di Natale, può darsi che vi apporterò qualche piccola modifica strada facendo, ma grosso modo è questo:

MENU’ DI NATALE 2011


Antipasti

Paté di fegato
Tartelette con cipolle e olive
Flan di piselli

Insalatina di sedano di verona e bresaola


Primi piatti

Cappelletti in brodo di carne
e
Lasagnette verdi al ragù di piccione


Secondi

Arista di maiale disossata con uva e mele caramellate
e
Bocconcini di capriolo con purè di patate


Tris di dessert

Panna cotta della casa
Crostatina alle pere
Torta al cioccolato
Vino: Chianti Rufina Fattoria di Basciano

. 45,00 tutto compreso

martedì 6 dicembre 2011

I cappelletti



Come sempre sono in ritardo sulla definizione del menù per Natale, l'unico piatto certo, quello che per una cuoca romagnola non può mai mancare sono
"I cappelletti in brodo di carne".
 

Hanno una preparazione lunga, perché vanno chiusi a mano uno alla volta, così nelle case ci si avviava per tempo a prepararli e si riuniva la famiglia intorno alla spianatoia perché tutti davano una mano.
C'era chi tirava le sfoglie, naturalmente col mattarello e tagliava i quadratini, chi metteva il ripieno, chi chiudeva i cappelletti e chi li metteva in file ordinate per poterli contare facilmente.
Non so a che età ho cominciato a chiudere i cappelletti, ma sicuramente da molto piccola, 4 o 5 anni, perché mi sembra di averlo sempre fatto.
Il ripieno si può fare in molti modi, quasi ogni famiglia ha la sua variante. C'è chi mette il petto di pollo, chi del brasato, chi aggiunge la mortadella e chi altri sapori.

 
Io metto lonza di maiale disossata, tagliata a fettine e rosolata in burro e olio, poi la passo più volte nel tritacarne insieme al prosciutto crudo. 
Al passato aggiungo il raviggiolo e un po' di formaggio caprino fresco, alla fine condisco il tutto con parmigiano grattugiato, sale, pepe, noce moscata e un uovo.

 Il ripieno si può preparare anche un giorno prima e conservarlo in frigorifero.







 


Quando si passa alla vera e propria preparazione dei cappelletti devo farmi aiutare da almeno un paio di collaboratrici, perché il lavoro deve essere portato avanti velocemente altrimenti si secca la pasta e i cappelletti non si riescono a chiudere bene.

Io stendo la pasta con la sfogliatrice e la taglio, la Dionea mette il composto sui quadratini e insieme alla Mirtona li chiudiamo, poi lei li mette in fila sui vassoi.




Nell'arco degli anni ho avuto molte aiutanti per questo lavoro, spesso straniere di diversi paesi, così ho allargato la nostra tradizione anche alle loro famiglie.
 

mercoledì 30 novembre 2011

Scambio culturale - culinario

La settimana scorsa ho avuto uno scambio culturale - culinario con madame Dominique, francese, ottima cuoca: lei mi ha insegnato a preparare il "Paté de foie gras" ed io le ho insegnato a preparare la "Pasta verde al basilico".


E' stato un incontro molto interessante ed istruttivo e il risultato delle preparazioni, che alla fine abbiamo gustato, di ottima qualità.